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8/21/2008

Sono un fannullone


Ebbene si, sono uno di quei fannulloni, rovina della Patria, contro i quali giustamente il nanetto Brunetta lancia i suoi strali. Vi racconterò la mia storia di fannullone. Per ora godetevi il crociato.
 
7/31/2008

www.liberazione.it

Berlusconi,
per favore,
ri-caccia
Scajola

Piero Sansonetti
Scusate se mi limito a trascrivere alcune notizie diffuse dalle agenzie di stampa. Senza cambiare una virgola.
Prima notizia. «Inaugurando la centrale elettrica di Torrevaldaliga a nord di Civitavecchia, il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola ha dichiarato: "Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana perduta, si è costruita questa modernissima..."».
Seconda notizia. «Un uomo di 35 anni è stato trovato morto sul ciglio della strada da un passante. E' successo a Campomarino, in provincia di Campobasso. Si è poi saputo che l'uomo era rumeno, e che era morto qualche ora prima del ritrovamento, schiantato dalla fatica mentre svolgeva il suo lavoro di raccoglitore di ortaggi. Si chiamava Radu Gheorche».
Terza notizia. «Un operaio di 44 anni, Placido Fusco, di Cermenate (provincia di Como) è stato travolto e ucciso da una pala meccanica in movimento nei locali della ditta di legnami Bellotti».
Quarta notizia: «Un ragazzo moldavo di 22 anni è morto a Romanengo, in provincia di Cremona, mentre lavorava in un cantiere per la costruzione di un impianto sportivo. Il ragazzo è stato schiacciato da una betoniera».
Vogliamo commentare questi brevi dispacci di agenzia?
Vediamo un po'. Se non ci è sfuggito niente vuol dire che i morti sul lavoro ieri sono stati solo tre (spesso sono quattro, talvolta anche cinque). Di questi due erano stranieri. Un moldavo e un romeno. Due morti sul lavoro su tre costituiscono un discreto tributo dei lavoratori stranieri allo sviluppo dell'economia italiana.
Restando sul piano freddissimo delle statiche possiamo anche dire che ieri non sono stati segnalati delitti commessi dai rapinatori o dai piccoli criminali. E siccome non ne erano stati segnalati neppure il giorno precedente (e il giorno precedente c'erano stati altri tre morti sul lavoro, tra i quali un ragazzino di 18 anni a Gardaland), sorge il dubbio che il governo, se proprio vuole usare l'esercito per migliorare la sicurezza, farebbe bene a mandare i soldati non per strada, ma nei cantieri edili, nelle fabbriche, nei campi di frutta e verdura. Nessuna ideologia, per carità: solo buonsenso e un po' di «matematica».
E visto che parliamo di buonsenso, vorremmo capire a quale fonte raccolga il buonsenso questo ministro Scajola. E' quello che dopo la morte d Marco Biagi, ucciso dalle Br, disse ai giornalisti che questo Biagi «era un rompiscatole che chiedeva sempre la scorta...». Per quella gaffe fu dimissionato. Ora dice pubblicamente di considerare qualche vita umana nient'altro che il giusto prezzo da pagare per migliorare la politica energetica italiana. Così come fece nel 2003 con la vicenda Biagi, Berlusconi farebbe bene a metterlo alla porta. Se lo farà lo applaudiremo.
31/07/2008

7/30/2008

Leopardi e Chopin

30 luglio

Leopardi e Chopin

Massimo Mila, Breve Storia della Musica, einaudi Torino 1977. Pag. 231.

"E' questa straordinaria perfezione stilistica, questo dono di tutto tramutare in poesia, senz'ombra di residui prosastici, che dà senso al consueto paragone tra Chopin e Leopardi, più ancora che le analogie di contenuto umano, così dolente, pessimistico e sconfitto. Chè mentre il dolore leopardiano si amplia a risonanza cosmica, quello di Chopin rimane d'ordine strettamente personale - al più patriottico -  e la sua universalità la ripete unicamente dall'arte.";

ivi, pagg. 234 e 235.

"Opere come le ultime Mazurche, gli ultimi Notturni suggeriscono l'impressione che Chopin andasse evolvendo verso un'arte più complessa.......Non diversamente Leopardi terminava la sua produzione poetica nella Ginestra schiudendo - con quell'insolito senso di solidarietà umana contro la cieca natura - una finestra sopra un mondo nuovo, più virile, forse, dell'antico, comunque capace di padroneggiare e superare il dolore".

Caspita!

La paternità dei peggioramenti

L’ex ministro Ferrero, eletto segretario di Rifondazione, ha dichiarato a 'Primo piano' che la sua non è affatto una scelta di arroccamento. Anche se poi ha spiegato che la prospettiva politica è quella di ricostruire il partito dal basso, insomma, di rifondare Rifondazione. Dando per scontato che ci sono 5 anni di tempo per farlo, e quindi che anche Berlusconi ha 5 anni buoni per distruggere il tessuto sociale e democratico del Paese. E infatti ogni giorno fa a pezzi qualcosa, tenendo nel mirino le fasce più deboli, senza uno scrupolo, neanche quando nessuno dei ministri incompetenti si assume la paternità dei peggioramenti. Per esempio, tanto è l'odio razzista contro gli immigrati, che ora minacciano di togliere la pensione sociale ai 700.000 italiani più poveri. La giustificazione di questa barbarie è quasi peggio dello stesso provvedimento. Gasparri ha spiegato infatti in tv che vogliono colpire solo gli stranieri (ora non parlano neanche più di 'clandestini'), ai quali negano tutti i diritti, perfino quello di essere poveri.

Maria Novella Oppo
www.unita.it

E che sarà mai

Il piano del governo prodi per il salvataggio di Alitalia prevedeva, mi pare, 1.500 esuberi. Il piano dell'ancora cordata fantasma del cavaliere ne prevede 5.000. Cosa non si fa per salvare quel ferrovecchio di Malpensa e l'alleanza con la lega.

Italiani, quando vi sveglierete?

7/29/2008

Tremonti

Quello che sta facendo sto signore è di una gravità inaudita. Togliere le pensioni sociali è un povericidio. E l'opposizione che fa? litiga, protesta, ma nelle aule parlamentari. Bisogna mobilitare le masse, scendere in piazza, occupare il parlamento. Altro che dialogo. Veltroni, sveglia.tremonti4

7/25/2008

Da Grillo

25 Luglio 2008

Steve Jobs e Giorgio Napolitano

lodo_Alfano_club.jpg
Clicca l'immagine
Steve Jobs, 53 anni, nella sua ultima apparizione pubblica è apparso dimagrito, pallido. Steve Jobs soffre da tempo di un cancro al pancreas da cui sembrava guarito. Steve Jobs è il creatore della Apple. Molti pensano che sia lui il vero innovatore, l’unico genio dell’informatica. Non Bill Gates.
Steve Jobs è la Apple. La sua salute non è solo un fatto privato, è anche un fatto economico di rilevanza mondiale. La Apple non rilascia dichiarazioni sullo stato di salute di Steve Jobs. Gli analisti finanziari e gli azionisti vorrebbero sapere se Jobs può o meno continuare a ricoprire il suo incarico di presidente della Apple e per quanto tempo. Un analista ha spiegato che se la Apple vuole considerare la salute di Jobs un fatto privato, deve trasformarsi in società privata e ritirarsi dalla Borsa.
Giorgio Napolitano, 83 anni, trenta più di Jobs, nelle sue ultime apparizioni pubbliche è apparso sempre più distante, etereo. Giorgio Napolitano è in apparente buona salute, ma ricordando il suo passato, non trovano giustificazioni le sue prese di posizione e le sue azioni. Si è pronunciato contro la spettacolarizzazione dei processi quando le procure sono sotto l’attacco del governo. Ha firmato senza battere ciglio il lodo Alfano. Una legge incostituzionale. Ha trascorso un sereno compleanno in piazzetta a Capri tra musicanti e inquisiti, tra cui la moglie di Mastella e Bokassa Bassolino. Giorgio Napolitano rappresenta l’Italia. La sua salute non è un fatto privato. La salute può essere l’unica giustificazione del suo comportamento. Vorrei essere rassicurato se è in grado di esercitare ancora il suo incarico e per quanto tempo. Se possibile disporre della sua cartella sanitaria.
Un Presidente della Repubblica debole, (malato?), soggetto a pressioni, è utile sia al PDL, che fa passare tutte le leggi razziali e anticostituzionali che vuole, sia al PDmenoelle, che preferisce un presidente diessino, uno di famiglia, a uno Schifani. Infatti, in caso di rinuncia alla carica da parte di Napolitano il suo posto sarebbe preso dall’impiegato di Berlusconi, attualmente presidente del Senato. Meglio Napolitano che uno Schifani che scoppia di salute.

Liguori_immunita.jpg
Clicca l'immagine

7/23/2008

Ha firmato.

Vergogna. Lui era più....napolitano di te.

Come si fa a firmare il lodo Alfano?

 

Giacomo: "Vergognati Napolità"

7/21/2008

Mi sa che ha ragione Grillo

All'indomani delle sparate di Bossi contro la nostra Italia, il presidente Napolitano tace. E' un'indecenza. Se neppure il presidente difende i valori della Repubblica, dove andremo a finire?

Mio Dio!!!!!

Bimbe rom annegate, il cardinale Sepe
condanna l'indifferenza dei bagnanti

Torregaveta, due ragazzine di 11 e 12 anni uccise dal mare mosso. Una coppia di cuginette salvata dai bagnini, mentre in spiaggia c´è chi continua a prendere il sole a pochi metri di distanza

"Girarsi dall'altra parte o, farsi gli affari propri può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono". Lo afferma l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzo Sepe, in una nota in cui commenta le foto della spiaggia di Torregaveta, in provincia di Napoli, che mostravano persone sdraiate al sole nonostante ci fossero i due cadaveri delle ragazzine rom annegate ieri.
"Violetta e Cristina, due cuginette rom di 12 e 13 anni giravano per le spiagge libere del nostro litorale offrendo, a poco prezzo, calamite colorate o altri oggettini, utili o inutili, che le consentissero di racimolare qualche soldo. Con il mare a due passi hanno lasciato per un momento da parte la loro mercanzia e hanno fatto ciò che tutte le bambine o ragazze della loro età avrebbero fatto: hanno cercato refrigerio nell'acqua. Hanno trovato invece la morte. La più piccola si è trovata subito in difficoltà; l'altra si è lanciata nel tentativo di salvarla. Tutto inutile", scrive il cardinale.
"Un'altra tragedia è venuta così, a ferire il cuore di Napoli. E' una tragedia grave, di fronte alla quale la Chiesa avverte tutto il dolore e l'afflizione per due vite preziose, la cui perdita va a impoverire e rendere in qualche modo più fragile e vulnerabile i due mondi che la comunità cristiana, non solo quella di Napoli, sente più vicini e considera parte privilegiata di se stessa: il mondo dei giovani, e quello degli ultimi della fila, degli emarginati. Di Violetta e Cristina i giornali hanno mostrato le foto quando già tutto era compiuto; e di due bambine abbiamo potuto scorgere appena i piedi che sporgevano da un telo da spiaggia, con il quale qualcuno pietosamente ha provveduto a coprire i corpi senza vita. In quelle tristi e orribili foto si è visto , per la verità, anche altro: gente sullo sfondo, bagnanti che hanno continuato a restare in spiaggia forse perfino infastiditi dalla visione di quei due teli che ingombravano l'arenile. Sono queste le immagini che della nostra città non vorremmo mai vedere, perfino più di quelle che hanno mostrato per il mondo una Napoli sommersa dai rifiuti. La tristezza veniva non solo da quei due copri sotto i teli, segno di una tragedia ancora più penosa di quelle catalogate come "morti sul lavoro", ma proprio dalla gente sullo sfondo o - peggio - dalla gente che faceva da sfondo, che non prendeva parte e non si sentiva per niente coinvolta. Girarsi dall'altra parte o, farsi gli affari propri può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono".

"L'indifferenza - prosegue il cardinale - non è un sentimento per gli essere umani; e meno che mai poteva (e doveva) essere per Violetta e Cristina già segnata da una vita di stenti e forse debilitate esse stesse dal peso di pregiudizi difficili da sopportare per la loro età. E' tempo di parole chiare per Napoli e non vorremmo che proprio l'indifferenza, in una comunità così generosa e ricca di umanità, possa profilarsi come una nuova - e più grave - emergenza. Dal fronte delle tante crisi è stato appena possibile tirare un sospiro di sollievo per una città indubbiamente più pulita e presentabile. Ma la Chiesa ha il compito di guardare fin dentro l'animo dei suoi figli. E se il velo dell'indifferenza si ispessisce, tutto diventa opaco e tutto può diventare irrimediabilmente sporco. Violetta e Cristina, con il loro sacrificio, chiedono - e ne hanno tutto il diritto - di entrare nell'anima e finanche nella storia di questa Napoli così complessa e difficile. Insieme indicano una direzione di marcia che, in modo misterioso, richiama un evento di tutt' altro genere, svoltosi da tutt'altra parte, ma costruito su una lontananza che non è affatto tale: la giornata mondiale della gioventù che ha visto il Papa consegnare ai giovani parole impegnative ed esigenti. Parole che valgono a capire e a comprendere più a fondo il sacrificio di Violetta e Cristina, due giovani della Chiesa di Napoli. Due giovani di cui questa Chiesa va fiera, e per le quali invoca la preghiera di tutti".

(20 luglio 2008)

7/19/2008

Miracolo

'O miracolo

Berlusconi torna nel capoluogo campano con mezzo governo e annuncia trionfante: «L'emergenza è finita, la città adesso è pulita e torna finalmente in Occidente. Abbiamo fatto tutto in 58 giorni». Ma l'emergenza rifiuti in realtà è tutt'altro che finita. Tolte dalle strade del centro, montagne di immondizia restano ancora accumulate in buona parte delle periferie e dell'hinterland. I cassonetti bruciano e le proteste dei cittadini non si fermano: i comitati di Chiaiano bloccano l'autostrada contro l'apertura della discarica.

7/18/2008

Bugiardo

Dice che Napoli è pulita. Non sono a napoli ma non ci credo. Se qualche Napoletano mi legge, vada in periferia a controllare. Sbugiardiamo il nano.

7/17/2008

Napoli "pulita"

Politica

napoli, rifiuti

Berlusconi: «Napoli è pulita»
Solo nelle strade dove passa lui

L'Ue attacca: «Fatti, non parole»

L'emergenza rifiuti è finita. Silvio Berlusconi grida al miracolo e venerdì, annuncia, va a Napoli per toccare con mano la città pulita. Peccato che lo abbia già zittito la Commissione europea, ricordandogli che «la procedura d'infrazione rimane aperta». E che queste foto scattate nella periferia est, a Pomigliano d'Arco, in via Nazionale delle Puglie, a Casoria e a Casalnuovo dimostrino che Napoli è linda solo nelle strade dove passa il corteo dei ministri.
Clicca sulle foto qui in basso per vedere le immagini ingrandite








*Foto scattate il 17 luglio 2008 da Giulio Piscitelli / Controluce

7/16/2008

Ottaviano

Lo ricordo segretario generale aggiunto della C.G.I.L. ai tempi di Lama. poi segretario del P.S.I. dopo Craxi. Poi, chissà come, presidente della commissione antimafia!!!! Ora ladro pescato in flagrante. Socialisti. il lupo perde il pelo ma non il vizio!

7/10/2008

Pensiero

Indovinate di chi è lo scritto seguente:

La perfetta uguaglianza è la base necessaria della libertà. Vale a dire, è necessario che fra quelli fra' quali il potere è diviso, non vi sia squilibrio di potere; e nessuno ne abbia più nè meno di un altro. Perchè in questo e non in altro è riposta l'idea, l'essenza e il fondamento della libertà. Ed oltre che senza questo, la libertà non è più vera, nè intera; non può neanche durare in questa imperfezione. Perchè, come l'unità del potere porta il monarca ad abusarsene, e passare i limiti; così la maggioranza del potere, porta il maggiore ad abusarsene, e cercare di accrescerlo; e così le [568]democrazie vengono a ricadere nella monarchia. Nè solamente la pleonejÛa del potere, ma ogni sorta di pleonejÛa, è incompatibile e mortifera alla libertà. Nella libertà non bisogna che l'uno abbia sopra l'altro nessun avvantaggio se non di merito o di stima, in somma di cose che non possano essere nè invidiate per parte degli altri, nè abusate, e portate oltre i limiti da chi le possiede. Altrimenti nascono le invidie negli uni, il desiderio di maggior superiorità negli altri. Questi cercano d'innalzarsi, quelli di non restare al di sotto, o di conseguire gli stessi vantaggi. Quindi fazioni, discordie, partiti, clientele, risse, guerre, e alla fine vittoria e preponderanza di un solo, e monarchia. Perciò gli antichi legislatori, come Licurgo, o i savi repubblicani, come Fabrizio, Catone ec. proibivano le ricchezze, gastigavano chi possedeva troppo più degli altri (come fece Fabrizio nella censura), proscrivevano il sapere, le scienze, le arti, la coltura dello spirito, insomma ogni sorta di pleonejÛa. Perciò tutte le repubbliche e democrazie vere, sono state povere e ignoranti [569]finchè ha durato il loro ben essere. Perciò gli Ateniesi arrivavano ad esser gelosissimi anche del troppo merito, della virtù segnalata, della mera gloria, ancorchè spoglia di onori esterni; ed è osservabile che la superiorità del merito anche fra i Romani fu tanto più sfortunata, quanto la democrazia era più perfetta, cioè ne' primi tempi, come in Coriolano, in Camillo ec. Colle ricchezze, il lusso, le aderenze, la coltura degl'ingegni, la troppa disuguaglianza delle dignità, ed onori esteriori, del potere ec. ed anche la sola eccessiva sproporzione del merito e della pura gloria, perirono, e sempre periranno tutte le democrazie.

Questa poi....

Lodo Alnano  “A Berlusconi l’immunità…” leggiamo su tutti i quotidiani. Ma scusate, avete frainteso tutti, l’immunità è un pretesto, il provvedimento riguarda le “alte cariche dello Stato”: a Berlusconi interessa soltanto una legge dove stia scritto che lui è alto.

Per cosa indignarsi?

Pochi giorni prima delle elezioni, poi vinte alla grande, il cavaliere Silvio Berlusconi, candidato alla presidenza del consiglio, approvò la frase di Marcello Dell'Utri, suo amico e sodale palermitano, che aveva definito un santo un tale Vittorio Mangano. Chi era costui? per non apparire parziale, qual sono, mi rifugio in Wikipedia: "

Fu indicato al maxiprocesso di Palermo, sia da Tommaso Buscetta che da Totò Contorno, come uomo d'onore appartenente a Cosa Nostra, della famiglia di Pippo Calò, il capo della famiglia di Porta Nuova (della quale aveva fatto parte lo stesso Buscetta).

Condannato per lesioni personali, truffa, ricettazione, assegni a vuoto, porto abusivo di coltello.[1]. Fu stalliere (con funzioni di amministratore) nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, nella quale visse, tra il 1973 e il 1975, circa 2 anni. Era stato proposto per quell'incarico da Marcello Dell'Utri. Il 28 novembre 1986 un attentato dinamitardo alla villa milanese creò danni alla cancellata esterna e Berlusconi parlando al telefono con Dell'Utri accusò Mangano[2], che in realtà si trovava in carcere in Sicilia a scontare una condanna.

Il nome di Mangano viene citato per la prima volta dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una intervista rilasciata il 19 maggio 1992[3] riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica, due mesi prima di essere ucciso nell'attentato di via d'Amelio. Borsellino affermò nell'intervista che Mangano era "uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia".[4] [5]

Il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato all'ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest'ultimo vittima della "lupara bianca" nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l'esecutore materiale.[6] Verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D'Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.

Il pentito Salvatore Cancemi divulgò la notizia che la compagnia Fininvest di Berlusconi, attraverso Marcello Dell'Utri e Mangano, pagò a Cosa Nostra 200 milioni di lire (100.000 euro) annualmente e in base agli accordi presi con Cancemi.[7][citazione necessaria]

Mangano, malato di tumore, morì pochi giorni dopo la sentenza, il 23 luglio 2000, in carcere, dove risiedeva già da cinque anni per reati per cui era stato precedentemente condannato (traffico di stupefacenti, estorsione).[8]

L'8 aprile 2008 Marcello Dell'Utri durante un’intervista ha suscitato molte polemiche definendo Mangano un uomo che fu "a suo modo un eroe" perché, a suo dire, pur malato terminale di tumore si rifiutò di inventare dichiarazioni contro Berlusconi o lo stesso Dell'Utri nonostante i benefici che ciò avrebbe potuto portargli.[9] Il giorno dopo (9 aprile) lo stesso Berlusconi durante la trasmissione "Omnibus" su La7 sostiene questa tesi commentando: "Marcello Dell'Utri ha ragione: Mangano è stato un eroe, perché eroicamente non inventò mai nulla su di me e per uscire di galera gli sarebbe bastato accusarmi di qualunque cosa", posizione ribadita poi intervenendo a 28 MINUTI, trasmissione di RadioDue dello stesso giorno."

 

Ebbene, a quella definizione, nessuno degli elettori si indignò.

Recentemente, sempre il cavaliere ha nominato ministro una tale Mara Carfagna? chi è costei? una ricercatrice, un'intellettuale, una scrittrice? per non infierire, mi rifugio sempre in Wikipedia:

Formazione

Nata da genitori originari di Lioni (AV), consegue la maturità scientifica presso il Liceo Scientifico "Giovanni da Procida" di Salerno.

Dopo aver studiato recitazione e pianoforte, nel 1997 ha partecipato al concorso di Miss Italia piazzandosi al sesto posto.

Nel 2001 si laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno discutendo una tesi in Diritto dell'informazione e sistema radiotelevisivo con una votazione di 110/110 con lode[2][3].

Attività di modella, valletta e conduttrice televisiva

Dal 2000 al 2006 ha partecipato al programma televisivo La domenica del villaggio condotto da Davide Mengacci, in qualità di co-conduttrice. Nel 2006 ha condotto il programma Piazza grande insieme a Giancarlo Magalli.[1] Inoltre, ha fatto parte del cast dei programmi televisivi I cervelloni, Vota la voce e Domenica In.[2]

Nel gennaio 2007 fu al centro di una controversia che ricevette attenzione internazionale. Alla serata dello show dei Telegatti, Silvio Berlusconi disse, riferendosi a lei in sua presenza: «Se non fossi già sposato la sposerei immediatamente». Il commento provocò l'immediata reazione di Veronica Lario, moglie di Berlusconi, che, tramite una lettera aperta inviata a La Repubblica, pretese le pubbliche scuse[3].

Partecipazione a servizi fotografici

Nel 2006 a un intervistatore che le chiedeva le ragioni del suo rifiuto a recitare in un film diretto da Tinto Brass, Mara Carfagna dichiarò di essere timida e credere «in certi valori».[4] In passato, però, foto che ritraevano la Carfagna parzialmente senza veli furono pubblicate sulla rivista Maxim, e in seguito diffuse su numerosi siti internet.[5]

Attività politica

Ricopre il ruolo di responsabile del movimento delle donne di Forza Italia[6] (poi confluito nel Popolo della Libertà).

Nelle elezioni politiche del 2006 la candidatura e successiva elezione della Carfagna alla Camera dei Deputati aveva sollevato polemiche anche all'interno del suo partito, in considerazione della sua precedente attività di valletta televisiva.[7]

Nelle elezioni politiche del 2008 è stata candidata alla Camera dei Deputati al terzo posto della lista del Popolo della Libertà nel collegio Campania 2, in una posizione considerata sicura, che ha permesso alla Carfagna di essere eletta deputato per la seconda volta.

Dall'8 maggio 2008 è Ministro per le Pari Opportunità, nel Governo Berlusconi IV. Subito dopo l'insediamento, raccogliendo un appello del Presidente della Repubblica, la Carfagna ha voluto fissare fin da subito l'impegno del Governo a promuovere «politiche che permettano alle donne lavoratrici di far figli e seguire la famiglia» prediligendo una legislazione sul modello francese. [8].

La polemica sulle unioni omosessuali

Il 15 febbraio 2007 al seminario Donna, vita e famiglia, da lei stessa organizzato, la deputata Carfagna afferma che «non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili» e che «per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare»[9].

Queste affermazioni hanno suscitato lo sdegno, oltre che delle coppie sterili eterosessuali, di molti esponenti della comunità GLBT, tra i quali l'onorevole Vladimir Luxuria che ha proposto un parallelo tra le parole della Carfagna e una legge della Germania nazista «che prevedeva l'internamento degli omosessuali ritenuti socio-sabotatori perché non in grado di riprodursi»[9].

A sua difesa, la Carfagna ha affermato che le sue parole citavano quelle del prof. Francesco D'Agostino (ordinario di filosofia del diritto e membro della Pontificia Accademia per la Vita) che aveva definito le unioni omosessuali «costitutivamente sterili» [10]. Ma tale definizione è stata da molti criticata, in quanto, se una discriminante per l'esclusione dall'accesso all'istituzione del matrimonio fosse la definitiva sterilità della coppia, allora dovrebbero essere escluse anche tutte le coppie eterosessuali in cui almeno uno dei due componenti è definitivamente sterile, come ad esempio una donna troppo anziana o a cui siano state asportate le ovaie o l'utero oppure un uomo a cui siano stati asportati i testicoli.

Il 19 maggio 2008 ha affermato: «Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono i Gay Pride», questo in merito alla manifestazione dell'orgoglio omosessuale nazionale prevista il 28 giugno 2008 a Bologna per la quale viene chiesto ufficialmente il patrocinio al ministero, mai dato da nessun governo. Secondo il ministro «l'unico obiettivo dei Gay Pride» è quello «di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo non posso certo essere d'accordo».

Per Carfagna l'omosessualità «non è più un problema, perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare»[11].

Le intercettazioni

Nel giugno 2008 il giornale argentino El Clarín pubblica il resoconto di alcune intercettazioni telefoniche tra il ministro Carfagna ed il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Secondo quanto riportato dal giornale, tra i due vi sarebbe stato un dialogo piuttosto esplicito, con allusioni ad un rapporto di sesso orale.

Sesso orale? e gli italiani dovrebbero indignarsi, ammesso che sia vero? ma via, il supereroe ha colpito ancora.